Un minuto, solo un minuto

Un minuto, solo un minuto. Questo abbiamo chiesto a tutti i genovesi, o meglio:

“Se doveste ritornare nel passato per un minuto, quale zona o monumento di Genova (ancora in essere o ormai scomparso) vorreste vedere?”

Si tratta di un sondaggio che noi di “C’era una volta Genova” abbiamo proposto, in occasione delle feste natalizie appena passate, chiedendo, invece di contraccambiare i nostri auguri come di solito si usa fare, di inviarci appunto, quale luogo o monumento fosse particolarmente caro, da vedere o da visitare, per un solo minuto. Un minuto, solo un minuto. Diciamo subito che il posto più gettonato è stata Via Madre di Dio e la risposta più veloce è stata quella di Mariangela che ha indicato Piazza De Ferrari. Ma i nostri genovesi non si sono limitati solo a indicare un luogo o un monumento, ma hanno anche aperto la loro fantasia in questo viaggio nel passato. E allora adesso facciamo un giro virtuale con i vostri desideri.

Iniziamo a girare per Genova da ponente

Che ne dite di incominciare a ponente con quello di Ornella?

“Dato il momento contingente, vorrei poter passeggiare sulla spiaggia di San Pier d’Arena a partire dalla Lanterna verso occidente…”

Veduta da Castelletto (Francesco Ciappei)

Qui si fa riferimento al momento epidemico nel quale noi stiamo vivendo, che rafforza ancora di più il desiderio di ritornare a sentire sotto i propri piedi la rena di una volta, quella della vecchia San Pier d’Arena (notate come questa parte di Genova è stata scritta come una volta). Da qui, o meglio dalla Lanterna, antico e attuale simbolo della nostra città incominciamo a partire verso occidente… Questa ultima parte mi fa tornare in mente i romanzi di avventura di Jules Verne dove si partiva, con la fantasia, verso luoghi fantastici.

Qui a Genova i luoghi fantastici c’erano e ci sono ancora; al giorno d’oggi basta percorrerne le strade, i vicoli e le creuze, in salita e poi… in discesa; per il passato sono sufficienti i ricordi, che anche in questa occasione, avete condiviso con tutti noi. Luoghi fantastici come via madre di Dio, Portoria, Ponticello e comunque la Genova che fu. La Genova superba. Questo ci scrive Andrea che aggiunge a Natale si può sognare…auguri a tutti e grazie, scoprire sulla mia Genova tante cose nuove grazie al gruppo me la fa amare ancora di più! Arnaldo invece sta pensando a San Benigno quando ancora esisteva il promontorio che faceva da barriera tra Genova e la zona di ponente da San Pe Denna a Utri!! 

Altre persone, altre spiagge da visitare, ma sempre nel ponente cittadino, come Elisa che ci dice vorrei vedere la spiaggetta del Lido di Pegli, dove facevo il bagno da piccola, gli scoglietti e il moletto (qui si nota come le parole spiaggetta, scoglietti e moletto riportino fedelmente il linguaggio di quando era piccola). E poi le spiagge di Pra’ anni 60 di Norma, e per Mario, in particolare, la spiaggia a Pra sotto la ferrovia….ora la fascia di rispetto. C’è anche quella di Cornigliano di Silvana e di Cinzia che menziona quelle intorno al Castello Raggio e poi Mariuccia di questo luogo dice: Ho scelto la cosa più impossibile da attuare… Però il sogno più bello è riavere il Castello Raggio a Cornigliano… cosa che desidera anche Francesca. Mario, da buon corniglianese scrive, non posso che rispondere: Castello Raggio, anche se mi contenterei del vecchio stadio “Bacigalupo” frequentato nella mia prima infanzia e poi trasformato in una rimessa dell’AMT. Visto che parliamo di trasporti allora è il momento di Massimo che vorrebbe vedere i tram sferruzzare ancora per le strade della nostra Genova. 

Pegli 1903

Rimanendo a ponente, il desiderio di Patrizia è quello di vedere via pian di forno a Sestri ponente, con i campi coltivati, invece quello di Andrea è vedere San Pier d’Arena, quartiere della Coscia, fine ‘800 e andare a parlare con i “minolli”. Chissà che discorsi si intreccerebbero! Quello che chiede Giuliana non è vedere solo un luogo: Mi piacerebbe essere ancora a Sestri P. Con tutti i miei cari che purtroppo non ci sono più. C’è chi invece si accontenta di vedere il mare dalla loggia del Principe come Francesco. Ma non è abbastanza, perché poi ha anche il desiderio di sentire il rintocco della campana di San Tommaso, e poi aggiunge: “Mica cosa da poco”. E lo credo bene, sono due desideri particolari, vedere il mare da dove lo ammirava Andrea Doria e sentire il din don di San Tommaso. E poi aggiungo io, sentiamole anche insieme a tutte le altre campane di Genova, così come fece Dickens e poi da questo scampanio nacque uno dei suoi migliori romanzi.

Rimaniamo ancora sull’acqua

il Bisagno e il ponte di S. Agata

Rimaniamo ancora sull’acqua, ma ora su quella di un nostro torrente: il Bisagno. Qui abbiamo alcune persone, come Luigi e Nadia, che vorrebbero percorrere il ponte Sant’Agata, Elisabetta precisa meglio il periodo, a metà Ottocento, un’altra persona, Piera, invece com’era in origine con tutte le sue arcate e le zone limitrofe. Infine Eliseo, che lo vorrebbe ricostruito. Speriamo che quest’ultimo desiderio sia di buon augurio, perché Eliseo oltre che essere considerato un uomo saggio era soprattutto un profeta!

Il passeggiare sul Bisagno è il desiderio anche di Rita che si accontenta delle passerelle in legno! In zona c’è Borgo Incrociati, che come dice Marina, prima dell’alluvione si stava da Dio si conoscevano tutti e non c’erano macchine, bei tempi era casa di mia nonna fin dagli anni ’30, poi l’alluvione e siamo andati in corso Monte Grappa. Da qui, insieme al Bisagno (non quello delle alluvioni, ma quello ‘in cui scorreva in media un litro d’acqua’ come scriveva Dumas), scendiamo con Maria alla Foce, fine 1800, dove a destra possiamo ammirare, con Michela, le Fronti Basse. Ci fermiamo un minuto, non di più – questo avevamo chiesto – così Enrico potrà fare un giro all’esposizione del 1914. A destra del Bisagno, in via S. Zita, c’erano delle case dove Luciano dice: qui ho vissuto i miei primi sei anni. D’altra parte, oltre via Minerva, c’era anche la vecchia corte Lambruschini di Silvana.

Andiamo a levante

Piazza Tommaseo

Da piazza Tommaseo con Cristina risaliamo in Albaro, passiamo in Piazza Leopardi dove ci aspetta Gabriella. Qui ricordiamoci di rispettare il prato comunale, come chiede la targa marmorea. In via Pisa c’è Cinzia. Visto che spesso lo faccio pure io, cioè andare a piedi da Genova a Quarto, accompagnerei ben volentieri Ivo per il suo desiderio di veder partire Garibaldi. Anch’io, come scrive Ivo, sarei uscito attraverso la porta che era posta dove oggi inizia via XX (Porta Pila) e mi sarebbe piaciuto passare dalla attuale piazza Tommaseo e su per la collina d’Albaro in mezzo ad orti e case di campagna vicine a ville sontuose.

Questo è un primo percorso, invece se avessi fatto qualche sentiero lungo la costa, mi sarei fermato dalla abbazia di San Giuliano e non avrei notato grandi differenze giunto a Boccadasse. Se mi permetti, Ivo, qui potremmo stare ad ascoltare, sempre per un minuto, i canterini di Boccadasse insieme a Elena. Infine, come sempre riporta Ivo, sarei passato da Vernazzola e scavalcato lo Sturla eccomi arrivato a Quarto. Accidenti, mi dimenticavo, ovviamente ci saremo fermati a vedere con Flavia le spiagge di Sturla e Vernazzola. Ah, altra dimenticanza, Pier Giorgio non verrà con noi, dice che è già stanco solo a sentirne parlare. 

Tornando dal levante cittadino prenderei la circonvallazione a mare e lì troverei Anna che ci dice che vorrebbe passeggiare in Corso Aurelio Saffi e rivedere i Bagni Cava dove, aggiunge lei, ho trascorso la mia infanzia. Invece ai bagni della Strega c’è Luciana. Arrivati in fondo al corso ecco che incontriamo Clara che ci dice: “Vorrei vedere com’era la zona dei “giardini di plastica” prima che la deturpassero; stessa cosa per la zona di Piccapietra.

Arriviamo nel centro storico

Procediamo con ordine. Ecco a destra, via Madre di Dio. E chi ci troviamo qui? C’è Gianfranca, Simona, Patrizia, La Betta, Annamaria, Paola, Maria Rosa, Claudio, Anna, Guido, Maria, Silvana, Dorina, Riccardo, Guido, Antonio, Maurizio, Maura, Nino, Maurizio, Luciana, Roberta, Mirella, Arnaldo, Fabrizia, Cinzia, Gri e Alessandra ed altri ancora, con i quali mi scuso se ho dimenticati di menzionarli. Lorenza dice qui è dove abitava mia nonna, e anche la mia, aggiungo io. Invece qui babbo ha avuto un appartamento da ragazzo con altri studenti e sono cresciuta con racconti bellissimi, esclama Sybil, ancora adesso (ha 74 anni) se passiamo li vicino per prendere la sopraelevata da piazza Dante mi guarda e mi dice “lo sai che…” Lo so, molti vorrebbero vedere, anche per un solo minuto, via Madre di Dio, anch’io dice Michela e poi aggiunge, i vicoli della città vecchia, parlare con i suoi abitanti nel nostro bel dialetto, sentire le popolane che gridano “anciue…anciue belle!”

vico Esca e Sottoripa

In passo di Gattamora ci sono Milly, Giovanna, Antonio, Germana e Massimo che ammirano la casa di Paganini. Come avrete capito siamo arrivati nel centro di Genova dove c’è Franco e Maria che sogna i vicoli del centro storico con i negozi che c’erano negli anni 60 e 70, invece Bruno è per il centro storico del‘600, dove Mirella ammira, in particolar modo, Via dei Servi e la sua chiesa. E che dite di vedere l’andirivieni a Ponticello con Giorgio e poi sporgersi dalle Mura della Marina a guardare lo scoglio Campana. Che spettacolo!

Portoria che sogno, esclama Cesare e Franco invece dice: vorrei vedere Piccapietra e, nello specifico, Porta Aurea… e subito dopo dichiara rinnovo il mio appello a ricostruirla… ci sono ancora (sembra) le pietre belle numerate… sopra a dove era lei c’è il cielo… si ridarebbe tono ad una asettica piazza… e infine domanda cosa impedisce di porre parziale rimedio ad uno scempio perpetrato 60 anni fa? Anche Elisabetta, Adriana e Renata scelgono Piccapietra e pure Adolfo che aggiunge anche Borgo Lanaioli, dei quali non ricordo nulla, invece Maurizio racconta che via Madre di Dio e Piccapietra sono posti che ho potuto solo intravvedere ormai nella notte dei tempi ma che ricordo perfettamente. Renata ci riferisce: di Piccapietra e il vecchio Pammatone .. posso solo immaginare. 

Salire, salire per poi scendere giù in centro

Spianata Castelletto 1857 (BNF)

Poi sempre Renata sale su, su in alto e visto che siamo nel periodo natalizio esclama: Oggi però vorrei rivedere quel bellissimo presepe del Santuario della Madonnetta. E ritrovare Genova antica… proprio li. Sempre su c’è Beatrice con Castelletto e le sue creuze, duecento anni fa. Scendiamo e Grazia ci parla di Corso Dogali, in fondo sulla destra, palazzo Scerno e zone attigue intorno. Ricordo che furono abbattuti antichi edifici (degli Scerno) ed edificati palazzi. Quella zona fu distrutta dagli spezzoni delle bombe nel 1943. E noi perdemmo tutto. Eh si, i ricordi purtroppo richiamano anche  brutti momenti.

Grande indecisione per Raffaella: Sono indecisa: curiosa di vedere Piccapietra (che non ho conosciuto) e di rivedere e conoscere meglio la Coscia, sicuramente vorrei vedere ancora Via Madre di Dio. Tornati in giù ci vediamo con Giovanna al Carmine, Gianni in via Prè di 50 anni fa… anche 60, verso piazza Annunziata incontriamo Roberta e poi c’è Vanni alla Zecca, Paolo a Ponte Reale e li vicino, in Sottoripa “la Scura” Elio ci conduce da vico del Campo allo Statuto, ma in un modo diverso del solito… seguendo il percorso dell’acquedotto.

De Ferrari 1922 (BNF)

Invece Rossano ci attende sul ciglio del rivo Torbido al vento, prima della sua tombinatura nel XV secolo! Arrivati in piazza De Ferrari Giuseppina vorrebbe ammirare la vecchia Fontana, Federico, sempre questa zona… prima dello sbancamento del colle soprastante, e in particolare modo a Roberto gli piacerebbe visitare l’abbazia di S. Andrea… e poi ci tiene a precisare…magari prima che diventasse carcere. Cristina pensa al vecchio Carlo Felice, Nadia i negozi di via XX anni ’60, compreso il sottopassaggio di piazza De Ferrari, per Raffaella stessa via, ma un po’ di anni prima, quando portava il nome di Giulia. In altre parti della città troviamo Maurizio con la sua Quezzi ai primi del ‘900 e Mira che si riposa insieme a tutti noi godendo del fresco del giardino di Villa Imperiale. 

Infine, se volessimo per caso partire per le Americhe, ci attende Cristoforo Colombo a bordo della Caravella di Brignole che a Lorenza ricorda quando “andavamo a Genova”.

9 Risposte a “Un minuto, solo un minuto”

  1. Che dire? Grazie, Marco, come sempre sei un narratore sensibile ed attento ed ogni argomento viene da te approfondito e fermato nel tempo . Questa tua ricerca è stata interattiva e condensa un po’molti nostri pensieri quando analizziamo la Genova che fu

  2. Che mirabile esempio di “condensato” del pensiero, accorato e nostalgico di una città tutta. Mi sembra davvero comprensibile, ben motivato e anche molto razionale (non appaia strano parlare di “razionalità” dove il sentimento prevale…. qui convivono magnificamente. Quel che i Genovesi desidererebbero rivedere (riavere): la loro città, così com’ era, magari evolutasi nel tempo… cambiata, seguendo un evoluzione garbata… no strapazzata, snaturata e (spesso) mortificata… umano (molto) umano

  3. E’ il mio commento Marco, purtroppo mi sono dimenticato di mettere la mia Mail così sono apparso anonimo (ed anomalo, aggiungo) Scusami, per rimediare faccio copia-incolla e lo pubblico anche nel post. Ciao

  4. Complimenti, sito interessante con argomenti particolari e un po’ “nascosti” della storia genovese.Ed ora una piccola info: Nel paragrafo “Arriviamo nel Centro Storico” sotto alla foto di sinistra è scritto Via del Colle, forse qualcino le ha dato la didascalia errata, quella è Vico Esca e sullo sfondo si vede la casa di Nicolò Paganini, se controlla sulla cartina la troverà (la casa) al n° 38 fra Passo Gattamora e Vico delle Fosse del Colle.
    Cordialmente e ancora complimenti.
    Renzo P.

    1. Buonasera, signor Renzo la ringrazio della segnalazione. E’ un mio errore. La ringrazio per i complimenti e sono contento che le siano piaciuti gli argomenti trattati, cerco sempre di trovare notizie un po’ particolari. Il problema è il tempo di scrivere, le notizie non mancano. Un saluto. Marco Cazzulo.

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