Società di mutuo soccorso e lirica: un puzzle di fine Ottocento

Società di Mutuo SoccorsoRitrovarsi con alcune foto, un attestato e con dei vecchi racconti

Nel mezzo del camin della mia vita mi ritrovai… con po’ di foto antiche, un documento di una società di mutuo soccorso e con alcuni racconti di mia nonna materna. Con questi pochi elementi e con la speranza di trovarne altri negli archivi, ho iniziato a ricomporli per completare questo puzzle.

È stata una ricerca che mi ha portato a scoprire alcuni episodi, usi e costumi che hanno caratterizzato la vita a Genova negli anni tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo; le S.M.S. (Società di Mutuo Soccorso), i treni, la lirica, la vita famigliare e quella nei collegi.

Il Risorgimento Operaio
Società di Mutuo Soccorso "Risorgimento Operaio"
Fig. 1 – L’attestato della S.M.S. “Risorgimento Operaio”

La mia curiosità iniziò quando mi ritrovai fra le mani un attestato di riconoscenza, incollato su di una tavoletta: «Genova 4 settembre 1898 – Società di Mutuo Soccorso Risorgimento Operaio – Alla Gentilissima Signorina Norina Felloni per avere prestato l’opera Sua valente e gentile nella Serata a beneficio delle Famiglie bisognose delle vittime del disastro di Piano dei Giovi. Con riconoscenza OFFRE per la Società. Il Consiglio Direttivo»

Il disastro del Piano Orizzontale dei Giovi
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Fig. 2 – Alcune prime pagine sulla tragedia dei Giovi

A questo punto cominciai la ricerca partendo con il disastro dei Giovi, (la linea dei Giovi era la ferrovia di montagna a quell’epoca più importante d’Italia, collegava Torino con Genova. Per molti anni la galleria fu una delle più lunghe 8.294 metri). Questo era il primo avvenimento, purtroppo luttuoso, che mi servì per ricomporre gli avvenimenti citati in quell’attestato. Riassumendo dai giornali dell’epoca e da quanto scritto sul sito “http://www.clamfer.it/02_Ferrovie/Fumo%20gallerie/Fumo%20gallerie.htm”, ecco cosa successe in quella afosa giornata d’agosto.

L’undici agosto del 1898 un treno merci trainato dalla locomotiva “Gerione” percorreva la galleria dei Giovi, ma dovette rallentare la sua corsa, anche se si trattava di una velocità di soli 12 km/h (per una pendenza del 35 x mille). Poi si fermò per 15 minuti, per dare più pressione alla macchina. Riprese lentamente la sua corsa, il fuochista della locomotiva di testa cadde svenuto – a causa del fumo che aveva invaso la galleria – e il treno cominciò a retrocedere. Il macchinista Cardellino nella locomotiva di coda “Titano” era già svenuto – il calore  e il fumo prodotto dalle locomotive ne furono la causa – e il treno merci a forte velocità retrocesse andando a scontrarsi con un treno viaggiatori fermo al Piano Orizzontale dei Giovi, lì fermo da mezz’ora in attesa della via libera. L’urto fu terribile, diversi vagoni vennero distrutti. Ci furono 12 vittime tra le quali 6 erano ferrovieri, molti furono i feriti. Già precedentemente al disastro furono fatte delle indagini sulla presenza del fumo nelle gallerie, da parte dell’ingegnere Ugolino Mosso dell’Università di Genova, ma questo non evitò la tragedia. Qui sotto una rara immagine, gentilmente concessa dal sig. Venturi, mostra il luogo del disastro.

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Foto 3 – Il luogo del disastro (coll. G. Venturi – Prato)
Salita Balaclava: una serata a favore delle vittime

Da questa episodio arrivai a settembre, quando ritrovai alcune notizie su opere di beneficenza a favore delle famiglie delle sventurate vittime, Tra queste, quella organizzata dalla Società di mutuo soccorso di via Balaclava, nel quartiere di Prè. 

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Fig. 4 – La notizia della serata di beneficenza organizzata dalla Società di Mutuo Soccorso “Risorgimento Operaio”

«Corriere Mercantile – Domenica prossima (4 settembre 1898 ndr) avrà luogo, nel locale della Società Risorgimento Operaio, un’accademia di musica e prosa, alla quale prenderanno parte la signorina Norina Felloni (soprano), l’attore Adolfo Drago, […]»

Giorni dopo, il 6 settembre il Secolo XIX riportò così la serata:

La Società Risorgimento Operaio non è nuova negli annali della beneficenza; fedele alle sue tradizioni organizzò un concerto vocale e strumentale a beneficio delle famiglie povere delle vittime del disastro di Pian dei Giovi. L’elegante teatrino rigurgitava di pubblico, e nella galleria si notava l’onorevole Fasce, di passaggio a Genova. […] La signorina Norina Felloni che è qualcosa più di una promessa per l’arte, cantò una romanza con molta grazia, con piena sicurezza e dimostrando di essere educata a buona scuola: alle insistenti richieste di bis da parte del pubblico si fece applaudire cantando una romanza di autore assai in voga. […] Gli onori di casa vennero squisitamente fatti dall’Egregio presidente della Società Vittor Gaetano Grasso, coadiuvato dai membri del consiglio direttivo e da moltissimo soci; a quanti parteciparono all’ottima riuscita della serata vennero offerti diplomi di benemerenza.

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Fig. 5 – L’articolo su Norina Felloni
Le Società di Mutuo Soccorso
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Fig. 6 – La targa in via Gramsci posta dalla Società di Mutuo Soccorso “Risorgimento Operaio

Con questo altro tassello ci troviamo davanti a un altro aspetto di quel tempo; la riconoscenza. Questa S.M.S., come anche le altre consorelle, si prodigavano a tenere vivo il ricordo delle gesta dei Genovesi, e così il 22 giugno 1881, poneva una targa in via Carlo Alberto, ora via Gramsci, a memoria dell’episodio di Giovanni Carbone. Non solo opere di riconoscenza verso i genovesi dei tempi passati, Il Risorgimento Operaio, come si legge nel Lavoro del 1911, si prodigava, specialmente sotto le feste natalizie, per opere di beneficenza:

La vecchia e gloriosa associazione “Risorgimento Operaio”, che nel sestiere di Pre tiene alta la bandiera della Democrazia, fedele alle sue nobili tradizioni di fratellanza umana, anche in quest’anno ha rivolto il suo pensiero e l’opera sua a coloro che soffrono. Ieri 1° gennaio, ebbe luogo nella sede sociale la distribuzione della XII Strennacanestro ai poveri del sestiere di Pre. […] I canestri distribuiti furono in numero di 235; ognuno di essi era così formato: kg. 1 di ottima carne di manzo, kg 1,500 di pane di 1° qualità, kg 1 di pasta di fiore di farina ed un fiasco di buonissimo vino Monferrato. […]

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Fig. 7 – Dettaglio dell’articolo del gennaio 1911
Il mondo della lirica; uno degli intrattenimenti di quei tempi

La mia ricerca si indirizzò, poi verso il mondo della lirica. Consultando un libro sui teatri a Genova, trovai mia bisnonna, nel ruolo di Agnese, la madre di Lucia dei Promessi Sposi. Il Caffaro e il Corriere Mercantile riportano così:

Il Caffaro – 2 ottobre 1898 – L’opera: “I Promessi Sposi” all’Andrea Podestà, .[Il teatro Andrea Podestà, poi del Popolo, era situato in salita Mascherona, in origine fu un oratorio ndr], è poi per iniziativa del Circolo Lirico Genovese, si aprirà domenica sera coll’opera di Petrella: I Promessi Sposi. Verrà interpretata dai signori Zavater (Renzo), Teardi (Don Abbondio), Rocca (Don Rodrigo), Fantoni (Fra Cristoforo), Pulcinelli (Attilio), Cantoni (Innominato); e dalle signore E. Alba (Lucia), E. Felloni (Agnese), [il suo nome completo era Norina Emilia Felloni ndr] Ilda (Perpetua).[…]

Corriere Mercantile – 4 ottobre 1898 – Circolo Lirico Famigliare – L’inizio della campagna invernale non poteva riuscire più felice. La bell’opera del Petrella: I promessi sposi, ottenne un lieto successo, e calorosi applausi riscossero le signore Alba, Ilda e Felloni e i signori Zavatter, Rocca, Fantoni e Toardi. […]

L’ultima notizia è del 29 gennaio 1899, quanto interpretò Pierotto nell’opera “Linda di Chamonix”. «Teatro Andrea Podestà – Domani alle ore 20 e mezza a questo simpatico ritrovo verrà rappresentata la Linda di Chamonix, esecutori le signore Alba Ilda, Felloni e i signori Teardi, Zavater, Trucchi, Rocco e Serrati. Direttive e concertatore il maestro cavaliere Grimaldi».

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Fig. 8 – “Linda di Chamonix”
Di chi si innamorò Norina?
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Fig. 9 – Norina Felloni (foto di Vaghi & Carra – Parma) e Luigi Emiliani

Sicuramente fu la lirica a far incontrare Norina (soprano) e Luigi Emiliani (baritono), come e quando non si sa. Da questo amore e passione per il canto, due anni dopo quella serata di beneficenza, nacque mia nonna Luisa.

Chi era Luigi Emiliani
Fig. 10 – La recensione di “Eidelberga mia” sul Lavoro del 1908

Anche Luigi era nel mondo della lirica, di lui rimangono poche notizie rintracciate sul libro “Due secoli di lirica a Genova di Frassoni”. Nell’anno 1908 al teatro Carlo Felice, prese parte il 12 febbraio al dramma musicale Tristano e Isotta, il 27 febbraio cantò nella prima nazionale dell’opera Eidelberga mia, nel ruolo di Bilz.

Nella figura n. 11 Bilz il personaggio interpretato da Luigi Emiliani, il cui costume fu disegnato come tutti gli altri, da Pipein Gamba (vedi: Boston Public Library). Ultima traccia il 7 marzo, quando cantò nella Tosca di Giacomo Puccini.

Fig. 11 "Bilz" e Luigi Emiliani nel 1926
Fig. 11 – “Bilz” e Luigi Emiliani nel 1926
“Mi chiamano Mimì, il perché non so…”

Anagraficamente mia nonna risulta con il nome di Luisa, ma due cantanti di lirica come Norina e Luigi non poterono che darle un’altro nome legato al loro ambiente. La chiamarono Mimì, dalla “Boheme”, probabilmente era un’opera che per entrambi significava qualcosa. Mimì nell’opera di Giacomo Puccini ebbe una vita breve e triste, nella realtà mia nonna visse fino a 97 anni.

Con due genitori sempre in giro a cantare fu mandata a 13 anni in collegio. Dalle suore Brignoline imparò fra le altre cose a ricamare, “ A tela e a seta ricamo in casa e fuori, son tranquilla e lieta ed è mio svago far gigli e rose” come cantava l’altra Mimì. Il 29 giugno 1913 da poco entrata in collegio, scriveva alla nonna, con un modo di rapportarsi, tipico di quegli anni anche tra i familiari:

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Fig. 12 – Mia nonna Mimì a 13 anni

«Alla Signora Milani Carolina, Rovigo – Melara sul Po – Mia Buona Nonna. Come vedete questo è il mio ritratto che il papà mio, prima di andare in collegio, a voluto farmi fotografare ed il mio primo pensiero è stato quello di mandarlo a Lei o mia buona Nonna. Già da 15 giorni ch’io sono in collegio, ove mi trovo bene e sono contenta. Mio padre mi verrà spesso a trovarmi. Saluti e baci dalla vostra Mimì che tanto desidera vedervi. Felloni Luisa. Collegio Brignoline – Salita Angeli – Genova.»

Negli anni successivi si tenne in contatto epistolare con il padre, di questo è rimasta traccia attraverso alcune foto con dedica. La foto n. 9 (del G. Dobkin Studio […] Atlantic City, near 35st) mandata dall’America “Alla mia cara Luisina 9 – 4 – 21”, evidenzia che Luigi si trovava oltre oceano per qualche recita.

A mia nonna, trasmessa dai suoi genitori, rimase la passione per la lirica, che ascoltò sempre fino agli ultimi anni della sua vita.

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Foto 13 – Norina Felloni, mia zia Lina e mia nonna Mimì (1918 – foto di V. Giauni Genova, via S.Giuseppe, 31)
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Foto 14 – Mimì a 24 anni (foto di G. Pontini & C. Milano C.so B. Aires)

Bibliografia:

Frassoni, Edilio 1980 Due secoli di lirica a Genova,  Cassa di risparmio di Genova e Imperia

Panconesi, Maurizio 2005 Il fumo, l’antico spettro delle gallerie – Storia della trazione a vapore in galleria, Cento, La Vaporiera

Il Caffaro (1898-1899) – Il Corriere Merrcantile (1898-1899) – Il Lavoro (1898-1899-1908-1911) – Il Secolo XIX (1898-1899)

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