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Il Primo Maggio a Genova negli anni passati

Due disegni tratti dal giornale “Il Lavoro” del 1907 e 1908 e la poesia pubblicata nel 1909

Tre cortei per il primo di Maggio

Nel 1907 per il Primo Maggio vennero organizzati tre cortei, il primo con partenza da Piazza Tommaseo alle 7 del mattino era composto dai lavoratori e dalle associazioni del levante cittadino: Nervi, Quarto, Sturla; dal suburbio di Genova: S. Fruttuoso, S. Francesco e S. Martino. Allietati dalla musica della banda Risorgimento genovese attraversarono corso Buenos Aires per incontrasi a Ponte Pila con i tramvieri e a piazza De Ferrari e in piazza Caricamento con altri lavoratori del centro cittadino.

Il secondo corteo partì alle 6,30 da piazza Umberto a Cornigliano per incontrarsi in piazza Omnibus con il terzo corteo proveniente da Sampierdarena, a sua volta partito alle 7,30 da piazza Teatro Modena. In piazza Dinegro avvenne l’incontro coi lavoratori del sestiere di S. Teodoro insieme alle Associazioni “Fratellanza Artigiana ” del Lagaccio e “L’Alba Proletaria”. Tutti i lavoratori genovesi che compnevano i tre cortei si ritrovarono poi alla stazione di Principe per accogliere alle 8,30 i duemila lavoratori provenienti da Milano. Da qui tutti partirono per via Milano alla sede del nuovo Ristorante Cooperativo in porto che nelpomeriggio sarebbe stato inaugurato. Questo edificio era composto di due saloni, una cucina moderna, una enorme cantina, vari locali per gli uffici e il locale docce dove oltre mille persone potevano lavarsi in mezz’ora.

Negli anni successivi i lavoratori si ritrovarono in questa data per festeggiare, sempre insieme, organizzati in associazioni, Società e Circoli.  C’erano i confettieri  e pasticcieri, il personale d’albergo e ristorante, i lavoratori di carbone, quelli del libro, i conciatori in pelle, i metallurgici, e poi chiattaioli, demolitori di nave, panettieri, tramvieri, parrucchieri, infermieri, portalettere, spazzaturai, calzolai, muratori, vermicellai, salariati municipali, insomma tutti i mestieri e professioni.

Nella terza pagina del Primo Maggio del 1909, oltre alle segnalazioni dei comizi e appuntamenti della giornata, troviamo il documento della Confederazione Operaia genovese che inizia così: Cittadini lavoratori! Fermi gli ordigni di produzioni, silenziose le immense officine, disertati i negozi e gli uffici, tacite le ampie campagne, la umanità pensa: Pensa ad un giorno che verrà e che sarà certamente migliore dell’attuale […].Viene anche pubblicata una poesia in dialetto sul Primo Maggio.

“Nozze d’argento per il Primo Maggio” titola il Lavoro nel 1914, infatti sono passati 25 anni quando a Parigi nel 1889 fu ufficializzato questo giorno come la “Festa Internazionale dei Lavoratori”.

Il Primo Maggio in guerra

In questa immagine qui sopra un collage di pagine del quotidiano “Il Lavoro” che raggruppano gli anni della prima guerra mondiale e di come era festeggiata la festa del Primo Maggio a partire dal 1° Maggio di guerra del 1915 fino alla fine del conflitto con la particolare prima pagina del 1919. Infatti il giornale apre con il titolo “Calendimaggio, cinque anni dopo” dove la testata del quotidiano è circondata da tre disegni. Nel primo una famiglia di un soldato con la scritta “Dopo la vittoria delle armi…” contrapposta all’immagine della stessa famiglia che ora festeggia nuovamente la vittoria, ma ora è “…quella del Lavoro”, sotto due mazzi di garofani ad allietare la festa.

Invece in questa immagine ho voluto evidenziare in rosso i garofani usati per festeggiare la giornata del Primo Maggio nel”anno  1920 simili a quelli dell’anno precedente. Nei successivi articoli del 1921, 1922 e 1923 si ricorda questa giornata, ma nei sommari si parla di autoblindo, morti e feriti, poi nel 1924 la festa dei lavoratori viene spostata al 21 di aprile (Natale di Roma), scomparendo di nome e di fatto. Finita la guerra viene ripristinato il Primo Maggio, ma è l’anno dopo nel 1946 che si incomincia a festeggiarlo a pieno.