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Piccole storie sulla Madonna della Guardia

La visita al Santuario della Madonna della Guardia, agosto 1936 con mia mamma e miei nonni

C’era sempre un’occasione per salire, cantando o pregando, fino su in cima al monte Figogna per far visita al Santuario della Madonna della Guardia, a piedi, in pulman, in auto o con il trenino. Quel trenino che fin dal 19 febbraio 1896 si era pensato di mettere in opera per creare un collegamento veloce al Santuario. Il 12 novembre 1909 ripresero i lavori con la posa della prima pietra della stazione di partenza. Erano stati sospesi anni prima sebbene nell’aprile del 1904 si fosse creato un comitato per scongiurare il fallimento della società creata per la Ferrovia elettrica del Santuario della Guardia. Per problemi tecnici si rese impossibile l’uso della trazione elettrica, per il sistema a cremagliera invece in quanto troppo costoso arrivando infine al 29 luglio del 1929 alla creazione dell’autoguidovia.

La visita al Santuario della Madonna della Guardia (Il Lavoro, agosto 1936)

Ex voto e medaglioni preziosi

Nel 1913 il cartolaio di piazza Soziglia espose per alcuni giorni per attirare la clientela un medaglione a forma di M intarsiato di perle e brillanti. Questa opera di oreficeria di un valore di 40.000 lire, creata con donazioni dei fedeli per essere posta nel Santuario della Madonna della Guardia, attirò gli sguardi non solo dei passanti ma anche dei ladri. A pochi giorni dal 29 di agosto, anniversario dell’apparizione, “i cavalieri della notte” passando da un magazzino si calarono dall’alto ed entrati nella cartoleria ebbero la sorpresa di trovare la vetrina vuota. Infatti il prudente signor Barisione ogni sera portava il prezioso medaglione in una cassetta di sicurezza di una banca. Il medaglione giorni dopo venne appeso alla statua di legno della Madonna.

Charles Dickens e la Madonna della Guardia

Il famoso scrittore inglese Charles Dickens in Picture of Italy descrive Genova, i genovesi e tutto quello che lo colpisce. In questi suoi racconti si sofferma a lungo su una particolare tipologia di edicola sacra, che definisce “il ricordo preferito di Genova dai fedeli” quella che rappresenta la Madonna della Guardia, spiegando nei minimi dettagli la storia dell’apparizione. Nelle foto qui sotto è rappresentata la scena dell’apparizione della Madonna della Guardia; la prima è una statua nella basilica dell’Annunziata con a fianco il testo di Picture of Italy dove si parla dell’apparizione, invece le due edicole si trovano la prima all’angolo tra via Conservatori del mare e l’Archivolto delle Cinque Lampadi, l’altra in cima alla salita S. Bartolomeo degli Armeni proprio sul muro di villa delle Peschiere dove soggiornò Dickens.

A-o rettô da “Guardia”

Poesia in dialetto genovese (Il Lavoro, 1925)

All’ombra del Santuario della Guardia è obbligo mangiar capponi?

Le famiglie quando vanno alla Guardia solitamente a mezzogiorno si fermano a mangiare nelle varie osterie o sui prati quando si porta da casa le cavagne piene di cima, frittate e ogni ben di Dio. Nel settembre del 1930 due amici con le rispettive famiglie dopo la rituale visita al Santuario si avviarono in una trattoria li vicino e ordinarono otto paste asciutte e due litri di vino, ma il cameriere notò che con loro avevano delle provviste di cibo. Allora domandò cosa intendevano ordinare in seguito e alla loro risposta “Dopo ci penseremo” rispose – No, se non ordinate anche il secondo adesso, non vi posso servire. I commensali alquanto scocciati si alzarono e andarono in un’altra osteria dove ebbero lo stesso trattamento. La cosa non piacque ai due amici che fecero una denuncia  at carabinieri di Campomorone. “All’ombra del Santuario della Guardia è obbligo mangiar capponi?” Così titolò Il Lavoro un articolo in merito un anno dopo il fatto quando giunse la sentenza a favore dei due amici!

Pranzo sui prati al Santuario della Madonna della Guardia, agosto 1967
La visita al Santuario della Madonna della Guardia, agosto 1938

I quattro altari

Arriviamo al 1940 quando si festeggia il 450° anniversario della Madonna della Guardia con il suo quarto nuovo altare; il primo nel secolo XVIII, essendo piccolo, fu sostituito con un altro in stile barocco che nel 1890 finì poi nella parrocchia di Quezzi. Infine il terzo infine fu rimosso per cedere il posto a questo nuovo regalato da Luigi Boccardo di Teglia.

La visita al Santuario della Madonna della Guardia, marzo 1945
La visita al Santuario della Madonna della Guardia, agosto 1967