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Passeggiando lungo i confini di Genova

I sei sestieri di Genova
I sei sestieri di Genova

Ho camminato nei vicoli, nelle strade e nelle piazze di Genova percorrendone i suoi antichi confini. Confini che non hanno bisogno del passaporto per varcarli. Si tratta dei confini dei sestieri, quelle antiche ripartizioni in cui era divisa Genova. Sei per la precisione: Maddalena, Molo, Portoria, Prè, San Teodoro e San Vincenzo. In questa mia camminata ho cercato di individuare le vecchie targhe marmoree che indicavano l’appartenenza di quel luogo a quel determinato Sestiere.

Sestiere della Maddalena

In questa piantina il sestiere della Maddalena confinante con altri quattro sestieri

Partiamo da piazza Rovere, un crocevia particolare, infatti in questo luogo c’è la confluenza di tre sestieri: Molo, Maddalena e Portoria. Ai piedi di salita Dinegro c’è la targa del sestiere della Maddalena (foto 1), di fronte alla fine di via di S. Sebastiano c’è quella del Molo e sul palazzo di piazza Rovere n. 1, proprio sotto l’edicola votiva, quella di Portoria. Ora scendiamo lungo la salita di S. Caterina tenendo la dritta a fianco dei palazzi con i numeri pari, facenti parte appunto del sestiere della Maddalena. Ci troviamo in piazza delle Fontane Marose, alla destra si vede la targa della Maddalena (foto 2) e a sinistra i limiti del sestiere del Molo il dividono (n.d.r. il sestiere della Maddalena) dal lato d’oriente. Scendiamo in via Luccoli e a destra sull’angolo di vico Lavagna un’altra targa del sestiere (foto 3).

Eccoci in piazza Soziglia e subito dopo in via Orefici troviamo due targhe della Maddalena (foto 4 e 5). Passiamo in via Banchi, in piazza Banchi e infine in via al Ponte Reale. Il confine poi corre a fianco del palazzo delle antiche compere di S. Giorgio per la piazza di Caricamento e taglia a metà longitudinalmente il Ponte Reale. Davanti a noi la Maddalena confina a mezzogiorno col mare (foto 6). Proseguiamo verso ponente per via al Ponte Calvi (volgarmente delle Legne) ed eccoci in Piazza Fossatello.

Risaliamo per via Lomellini tenendo la destra poi, arrivati in via Bensa una targa sempre a destra (foto 7) ci indica di proseguire verso la vecchia piazza de Forni pubblici ora largo della Zecca. Risaliamo la salita di S. Nicolosio arrivati in piazza S. Nicolosio a destra la targa del sestiere (foto 8). Da qui si passa sotto l’archivolto e si procede su per la salita delle Monache Turchine (foto 9) e salita dell’Incarnazione per arrivare in corso Carbonara.

Da Spianata di Castelletto scendiamo prendendo la salita della Torretta (foto 10) che percorre internamente la cortina della quarta cinta delle mura della Città, scendiamo giù per Portello (foto 11) per risalire su per salita delle Battistine. Entriamo nella villetta Dinegro dal cancello sito in via Martin Piaggio e ne usciamo in piazzale Mazzini per giungere in piazza Corvetto e da qui giù in salita S. Caterina, giungendo nuovamente in piazza Rovere. Abbiamo percorso questo sestiere pieno di palazzi abitato una volta da patrizi, ricchi banchiere e negozianti, un magazzino di palazzi come il conte Napione definiva Genova.

Sestiere del Molo

Il sestiere del Molo dal lato di occidente è diviso dal sestiere della Maddalena da una linea distintissima, che avendo suo cominciamento al ponte Reale, seguita per Banchi, via degli Orefici, via di Lucoli e salita di s.Catterina fino alla porta dell’Acquasola.

Ripartiamo da piazza Rovere, (foto 1) scendiamo nuovamente, questa volta tenendo la sinistra, lungo la salita di S. Caterina ultimamente lastricata con ottimo accorgimento (n.d.r. nel 1840). In piazza delle Fontane Marose (foto 2) andiamo giù in via Luccoli e subito dietro a una persiana spunta una targa del Molo (foto 3), poi tenendo questa volta la sinistra troviamo un’altra targa  vicino al vico della Rovere (foto 4).

Dal lato di occidente è diviso dal sestiere della Maddalena da una linea distintissima, così ci dice Goffredo Casalis nel “Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna”. Arriviamo in Soziglia, e proseguendo in piazza Banchi dove c’è un’altra targa (foto 5). Da via al Ponte Reale eccoci in piazza Caricamento. Giriamo a sinistra in via Frate Olivero continuando la nostra camminata verso levante.

Riprendendo quanto dice il Casalis in questo Sestiere ci sono le chiese di S. Lorenzo, S. Pietro in Banchi, S. Giorgio, N. S. delle Grazie, S. Cosimo e Damiano, S. Donato, S. Matteo, S. Maria di Casello e S. Marco, ma i confini di queste parrocchie non coincidono con quelli del sestiere, il quale ha dal lato del mare il tratto delle muraglie che dal ponte Reale stendesi fino alla porta chiusa in fondo al borgo de’ Lanajuoli. Arriviamo in piazza Raibetta, in piazza Cavour (foto 6 e 7) e poi lungo le Mura delle Grazie prendiamo la scalinata di S. Antonio (foto 8) per arrivare in piazza Sarzano ed ecco di fronte a noi un’altra targa del Molo (foto 9). Da qui proseguiamo in via di Ravecca (foto 10) stando a sinistra infatti sull’altro lato della strada siamo in Portoria.

Prima di arrivare sul piano di S. Andrea una  targa in via Ravecca (foto 11) e un’altra subito dietro, all’inizio di salita del Prione (foto 12). Scendiamo ed ecco altre due targhe in via di Porta Soprana (foto 13) e in Vico dei Notari (foto 14). In piazza Matteotti (già piazza Nuova) c’è ne una all’angolo di vico delle Erbe (foto 15).

Da qui giriamo dove una volta c’era via Sellai (foto 16) e troviamo l’ultima targa in piazza De Ferrari (foto 17). In Via XXV Aprile (già Via Carlo Felice) prendiamo via di S. Sebastiano a sinistra per arrivare nuovamente in piazza Rovere.

Sestiere di Portoria

“Confina col giro delle vecchie mura all’oriente e al mezzodì: dall’altre parti co’ sestieri del Molo e della Maddalena”

Siamo ancora in piazza Rovere al civico 7 e questa volta andiamo a sinistra in via di S. Sebastiano (foto 1) per arrivare in piazza De Ferrari dove c’è una targa sul palazzo dell’Accademia (foto 2).

Passiamo nella vecchia strada dei Sellai, piazza Matteotti, via di porta Soprana (foto 3), piano di S. Andrea e in via di Ravecca tenendo il lato destro incontriamo la targa di questo sestiere (foto 4). Da piazza Sarzano scendiamo giù per la scalinata di S. Antonio, proseguiamo in Mura della Marina, corso Quadrio, corso Aurelio Saffi, via Atto Vannucci, Mura delle Cappuccine, Mura del Prato, mura di S. Chiara (già passeggiata dei Rampari), corso Andrea Podestà. Da qui scendiamo prendendo la scalinata Camillo Poli, giriamo a sinistra per imboccare via degli Archi, e arriviamo al ponte Monumentale (porta degli Archi o di S. Stefano). Saliamo in via Ugo Foscolo, a destra prendiamo via Claudio Carcassi (ai piedi del muraglione di spianata dell’Acquasola) e arrivati in piazza Corvetto un tempo saremo passati sotto i Voltoni per giungere in salita S. Caterina e ritornare nuovamente in piazza Rovere.

Sestiere di Prè

Ci spostiamo ora a ponente e partiamo per il prossimo sestiere, quello di Prè. Siamo in via Bersaglieri d’Italia più o meno dove si trovava la porta di S. Tommaso e da qui proseguiamo per via Gramsci (già via Carlo Alberto), sul muro della Commenda incontriamo la prima targa di Prè (foto 1), sempre in via Gramsci altre due targhe, la prima vicino alla porta di Vacca (foto 2 e 3). Risaliamo a sinistra per via al Ponte Calvi – sulla destra ci accompagna il sestiere della Maddalena – poi da piazza Fossatello giriamo in via Lomellini (foto 4) stando sulla sinistra fino ad arrivare all’incrocio con via Bensa (foto 5). In fondo a sinistra in piazza della Nunziata troviamo un’altra targa (foto 6).

Attraversiamo largo della Zecca all’altezza di via Vallechiara e risaliamo la salita di S. Nicolosio e arriviamo in piazza S. Nicolosio dove troviamo la targa di questo sestiere (foto 7) di fronte c’è quella della Maddalena. Da qui passiamo sotto l’archivolto che mette in fondo alla salita delle Monache Turchine e salendo volge a destra ed arriva alla porta delle Monastero di dette Monache. Usciti da questo archivolto troviamo a sinistra salita alle Monache Turchine e a destra la discesa S. Nicolosio sempre del nostro sestiere. Prendiamo la salita dell’Incarnazione e sbuchiamo in corso Carbonara. Da qui, cercando di seguire i vecchi bastioni, dalla rotonda di corso Carbonara tagliamo in via Brignole-De Ferrari poi corso Dogali. Da via di Kassala,  passo a Pietraminuta per arrivare in salita di Montebello, via Montegalletto e ci immettiamo in corso Dogali. Da questo punto, in una guida illustrativa del 1875, così si descriveva la parte finale del percorso: prosegue l’altezza fino a Montegalletto, rimpiomba al fossato di S. Ugo, rimonta al propugnacolo di S. Giorgio, e sazio oggimai di fatica s’appunta e si termina a S. Tommaso.

Adesso nei giardini del Castello d’Albertis potremo prendere, la scalinata chiusa di monte Galletto, ma come dice il suo nome attualmente è chiusa. Scendiamo dai giardini sotto il castello per arrivare in piazza Ferreira. Da questa piazza saliamo per passo scalinata all’Osservatorio per scendere giù da salita Oregina (sestiere di S. Teodoro) andiamo in via Andrea Doria dove troviamo l’ultima targa del sestiere (foto 8) e ritorniamo in via Bersaglieri d’Italia.

fine 1° parte

Bibliografia

Piantina di Genova di Celestino Luigi Foppiani, 1854

Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna vol VII – 1840

La nuova pianta di Genova illustrata da G. Banchero, 1868