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La Duchessa e Zach guardavano le stelle dal Zerbino

Fig.1 – La duchessa Carlotta di Meiningen e il barone Franz von Zach

(2ª parte) – Dopo la morte del duca Ernesto II la vita della Duchessa Carlotta e del barone Franz Zach – ministro per le scienze del ducato di Sassonia-Gotha-Altenburg – cambiò, a lei per i suoi dolori reumatici fu consigliato di andare al sud, così entrambi partirono per la Francia.

Dal diario della Duchessa e dalle lettere che il barone Zach scambiò con varie personalità italiane e straniere – aventi come tema principale l’astronomia – possiamo conoscere i personaggi e gli episodi che si avvicendarono in quegli anni a Genova. Soprattutto nel diario della Duchessa traspare l’intimità della loro relazione, qualcosa di più di una amicizia, che li tenne uniti anche dopo la morte di lei. Pure il profondo sentimento religioso di lei, di fede luterana, fu un qualcosa che li unì sebbene lui fosse di estrazione cattolica. Carlotta era attratta dalle chiese cattoliche per la bellezza dell’architettura e per i canti religiosi che lì si poteva ascoltare.

Lo stemma della Duchessa sulla tomba e quello della casata di Wettin
Fig. 2 – Lo stemma della Duchessa sulla tomba e quello della casata di Wettin

Durante le funzioni religiose, ogni giorno fu sempre accompagnata dal suo fedele Zach. In questo racconto sono riportati varie episodi che sono avvenuti durante la permanenza a Genova della Duchessa, vicende politiche e cittadine che si sono intrecciate con le attività del suo compagno, il barone Zach.

La prima volta a Genova per la Duchessa

Nei primi giorni del novembre 1807 arrivarono a Genova e Zach – da poco nominato maggiordomo di Carlotta – la prima persona che conobbe fu l’ingegnere Pezzi dell’esercito francese che presidiava la città, nonché professore dell’Università. Da lui, astronomo dilettante, ebbe il suggerimento di utilizzare, la guglia della nostra cattedrale, per fare le sue osservazioni astronomiche. Sempre nell’ambito universitario conobbe anche i professori, di geometria Multedo e Viviani docente di botanica.

Fig 3 – dalla “Gazzetta di Genova” del 1816

L’otto di novembre era già in procinto di partire con la Duchessa per Nizza, ma le condizioni del tempo non glielo permisero. Rimasto a Genova Zach, con il cielo nuvoloso non poteva fare il suo lavoro, la Duchessa invece, seduta accanto al fuoco, con pazienza faceva i suoi calcoli di astronomia. Girando la città Zach fece la conoscenza, come scrisse in una sua lettera a Oriani (un suo collega e amico milanese) del “vecchio Giacomo Durazzo che vive in via Balbi” (Giacomo Filippo Durazzo III, ndr).

Fig. 4 – palazzo Durazzo di via Balbi

Di lui ci descrive la biblioteca di maestose proporzioni, e delle ore trascorse in sua compagnia, discutendo di guerra e pace, di inglesi, di portoghesi, ecc.

Fig. 5 – dalla “Correspondance Astronomique”, anno 1818

A Genova l’interesse di Zach è anche per alcuni documenti scientifici del 1700, in possesso di un certo signor Pinello e spera nell’aiuto dei marchesi Durazzo per poterli consultare, anche per poter determinare meglio la longitudine di Genova. A proposito di misurazioni, una ventina di anni prima, il 15 aprile del 1787, Zach e Thulis von Hardenberg insieme al duca Ernesto II – marito di Carlotta – erano a Genova per determinarne la latitudine.

“Of all the cities I have seen, Genoa is the most beautiful…”

A Genova le giornate di entrambi trascorrono fra scienza e musica. Carlotta aveva un amore speciale per il teatro, risulta infatti che durante il suo soggiorno in Italia andò spesso ad ascoltare le opere. Sono giornate felici per la Duchessa, che da poco ha avuto da Roma buone notizie del figlio Federico.  Carlotta è contenta di essere a Genova e ce lo dimostra leggendo quanto scrive nel suo diario: “Of all the cities I have seen, Genoa is the most beautiful. The ornamentation of the houses and the wide thoroughfares enchanted me” (“Di tutte le città che ho visto Genova è la più bella. Gli ornamenti delle case e gli ampi percorsi mi hanno incantata”). Il rapporto tra la Duchesa e il Baroneo è sempre particolarmente affettuoso, infatti nelle lettere che il Barone scambia con i loro comuni amici, compare una sigla con A & Z, una della Duchessa (Marie Charlotte Amalie Ernestine Wilhelmine Philippine, Prinzessin von Sachsen-Meiningen) e l’altra di Zach.

Fig. 6 – L’Arcitesoriere dell’Impero francese Charles-François Lebrun

In una lettera di Zach troviamo una sua considerazione sul rapporto dei genovesi con il denaro.“Quando Mr. Labun¹ arrivò ad organizzare la Repubblica Ligure e a instaurarne un Istituto Francese, portò 1000 franchi per questo scopo. Quando la discussione andò sull’argomento, i buoni cittadini di Genova non si preoccuparono nemmeno di alzarsi o di aprire le loro borse, penso che per questa azione bisogna aver coraggio. Quando la discussione andava sull’astronomia, accadeva la stessa cosa.”

Il 4 dicembre 1807 finalmente riescono a partire per Marsiglia, nei giorni che precedettero la loro partenza, un nutrito gruppo di amici era lì a salutarli.

Genova è di nuovo la loro città, ma per poco

Passano pochi mesi e il 24 maggio 1808 sono nuovamente a Genova, Marsiglia era diventata troppo pericolosa a causa delle incursioni della Marina Inglese. A bordo del battello che li portava a Genova videro, a causa del blocco navale inglese il bombardamento della città e le navi in fiamme. Il viaggio durò 5 giorni e a parte questo, la Duchessa non soffri il mal di mare come all’andata.

Arrivato a Genova Zach continua con le sue osservazioni astronomiche, infatti il Barone è intento a costruire il suo osservatorio, individuato nei Giardini botanici dell’Università di via Balbi, la Duchessa Carlotta ne è direttamente coinvolta, contribuendo anche con l’acquisto di un pendolo astronomico. Da questi giardini, come scrive Zach “L’orizzonte meridionale si apre al mare, quello settentrionale alle colline. Da est a ovest è completamente aperto. Da qui è facile osservare l’altitudine dei dintorni”.

Un nuovo programma di Zach prevedeva di osservare l’imminente eclissi solare. Zach sarebbe andato a La Spezia con un nave, messa a disposizione dal prefetto marittimo Daniel Lescalier1 della flotta imperiale. Oriani invece sarebbe restato a Genova con la Duchessa, e qui dal punto di osservazione dell’Università, il loro compito era quello di misurare il tempo, osservando i segnali di fuoco, che da La Spezia Zach avrebbe acceso.

Fig. 7 – “que M. Oriani avait en attedant observés à Genes”

Il Barone aveva pensato anche al soggiorno dell’amico presso il loro stesso domicilio, l’albergo della Porta, vicino a Piazza dell’Annunziata. Nel novembre del 1812 il vecchio Giacomo, il compagno di tante discussioni amichevoli con il Barone lasciava questa terra. Carlotta e Zach partono nuovamente da Genova, vanno a Milano, Modena, Bologna, poi ritornano a Marsiglia. Passa un po’ di tempo e nel sud della Francia la legge e l’ordine, dopo la battaglia di Leipzig (19 ott 1813), sono traballanti. Anche questa volta Marsiglia non è di nuovo sicura, così a dicembre del 1814 tornano nella loro città preferita, Genova, ora sotto il governo di Vittorio Emanuele I. Nuovamente il loro soggiorno a Genova dura poco, infatti il 2 di gennaio del 1815 salgono su una corvetta, salutati con una salva di artiglieria e lasciano la città.

Fig. 8 – Dalla Gazzetta di Genova” del 1815

Non fu un viaggio breve e tranquillo, la sfortuna li colpì al largo di S. Florent (Corsica), dove, a causa di un uragano, dovettero riparare per i danni subiti alla loro nave. Ci misero molti più giorni rispetto ai soliti 4-5 preventivati, ma arrivarono a Napoli, la loro nuova destinazione. Nel febbraio del 1815 troviamo la coppia nella città partenopea, Gioacchino Murat aveva bisogno di Zach per il nuovo osservatorio. Le vicende politiche dell’Europa influenzarono sempre i loro progetti. Infatti dopo la caduta di Murat e la restaurazione dei Borboni, lasciano anche Napoli e nell’agosto del 1816 tornano a Genova. Una Genova che Carlotta trova ora molto più ventosa e piovosa della Svizzera.

Il palazzo più comodo in tutta Genova

Adesso la loro residenza è a un quarto d’ora di cammino dal centro della città – nel palazzo considerato il più comodo in tutta Genova.  Di questo palazzo Zach ne fece elogi nelle diverse sue lettere. È da una lettera, inviata a un nuovo amico conosciuto qui a Genova Mr. W. H. Talbot 2, che si capisce che si tratta della villa di GianLuca Durazzo, sita in S. Bartolomeo degli Armeni. Qui nel parco della villa fu costruito un piccolo osservatorio.

Fig. 9 – “Correspondance astronomique” del 1819

“Se vedi un palazzo, deve appartenere ai Durazzo”

Durante il loro soggiorno a Genova Zach e la Duchessa conobbero molto persone famose come Lady Morgan, al secolo Sidney OwensonLa scrittrice irlandese è alloggiata all’hotel de Londres, fa acquisti per la città, si dedica alle sue ricerche e manda poi i manoscritti a stampare a Parigi, come ci fa sapere Zach. Manoscritti che poi andranno a costituire il libro Italy, dove la scrittrice racconta anche di Genova. Su quanto fossero importanti i Durazzo ce l’ho ricorda nel suo libro con un proverbio genovese: “Se vedi un palazzo, deve appartenere ai Durazzo”

Fig. 10 – Lady Morgan e i capitoli su Genova

Nel luglio del 1817 Zach visitò in porto, lo yacht “Cleopatra’s Barge” della famiglia Crowninshield.

Fig. 11 – il Cleopatra’s Barge in due acquarelli di Antonio Pittaluga

Nell’autunno  il nostro  astronomo contribuì con i suoi strumenti e con i suoi consigli, a una misurazione eseguita dal colonnello del Genio, Giulio d’Andreis. Si trattava di misurare, sul letto del torrente Polcevera, una base di 4000 metri per avere una triangolazione che doveva servire alla formazione di una carta di difesa.

Fig. 12 – “Correspondance astronomique” del 1822

Nel 1818 Zach inizia la pubblicazione della sua nuova rivista “Correspondance astronomique, géographique, hydrographique et statistique” che fu stampata a Genova fino al 1826.

Fig. 13 – Il primo e il secondo volume della “Correspondance astronomique”

Anche il “Nuovo Almanacco Nautico per l’anno bisestile 1820, calcolato pel meridiano di Genova, contenente le tavole e le instruzioni necessarie ai naviganti e di tutti i mari d’Europa” fu opera di Zach, che dovette nell’edizione successiva, su richiesta dei naviganti genovesi, rintrodurre i calcoli sul meridiano di Parigi.

Fig 14 – “Gazzetta di Genova” del 1822

Nel 1820 arrivò il botanico Eduard Ruppell3 che visse 4 mesi con loro, dove prese lezioni di matematica e astronomia dal nostro Barone. (FOTO)

La situazione a Genova nel 1821 non è bella

In una delle sue tanta lettere di Zach a Horner4 nel maggio del 1821 ci descrive la situazione a Genova: “È piena di truppe di occupazione, ci sembra di vivere in una fortezza,[…] Qualcuno ha predicato contro l’astronomia, l’undici di marzo, (la Quaresima).  «La scienza non è utile alla religione …» così è stato letto durante un sermone, in una importante chiesa.” Zach termina la lettera deluso con “Oh, Santa Maria.” Durante l’inverno del 1821/1822 alcune altezze reali fecero visita alla Duchessa, la duchessa di Saxe-Coburg, l’arciduchessa Anna Fedorovna con la figlia e suo fratello Leopoldo, il futuro re del Belgio.

Fig. 15 – Anna Fedorovna e Leopoldo I re del Belgio

Tutti parenti stretti della Duchessa. Troviamo scritto sulla “Gazzetta di Genova” che il 17 maggio 1822 muore Augusto, il figlio di Carlotta. Tutti ne vennero a conoscenza, alla Duchessa la notizia, all’inizio, le fu tenuta pietosamente nascosta da Zach.

Fig 16 –  La “Gazzetta di Genova” del 1822

Nella “Correspondance astronomique” del 1821 troviamo una risposta di un certo Signor Rapallo, su una specifica richiesta del Barone, richiesta che riguardava il simbolo di Genova, l’illuminazione della nostra Lanterna. “[…] Invitato gentilmente da lei ad estendere un prospetto della spesa primitiva e della manutenzione che importerebbe la lanterna del faro di Genova, quando fosse illuminata col gas, […]”

Fig. 17 – “Correspondance astronomique” del 1821

Nell’ottobre del 1822 il tempo a Genova è inclemente per i dolori reumatici della Duchessa e non solo per lei, la cronaca della “Gazzetta di Genova” ci racconta dell’alluvione – I due ponti della Pila e di S. Agata, sono i soli che aprono le comunicazioni tra Genova e la riviera di levante, […] questi due punti più non esistono, Ieri l’urto delle acque ne ha abbattuto alcuni archi e troncate così tutte le comunicazioni.

Fig 18 – La “Gazzetta di Genova” del 1822

Zach non si occupa solo di astronomia, infatti come si legge nei volumi della “Correspondance astronomique […]”, – stampati a Genova, nelle tipografie di Ponthenier in piazza Pollalori, n 1 e di Bonaldo in piazza delle Scuole Pie il suo dotto autore, come scrive la “Gazzetta di Genova”, suole unire ai serii articoli scientifici qualche tratto di erudizione e di letteratura, purché per altro abbia relazione colla scienza principale.

“Sull’aprica collina del Zerbino non conversasse più cogli astri che cogli uomini”

Nella “Gazzetta di Genova” ogni anno viene annunciata l’uscita di questi volumi, nel 1825 in occasione di un discussione sulla Pasqua si parla del celebre barone di Zach (che avendo noi l’onore di possedere da parecchi anni, potremmo quasi chiamar nostro, se ritirato sull’aprica collina del Zerbino non conversasse più cogli astri che cogli uomini).

Fig. 19 – La “Gazzetta di Genova” del 1825

A proposito del rapporto del Barone con gli uomini e con gli astri, in una corrispondenza di Horner, abbiamo notizia di come si svolgeva la sua giornata a Genova, con la Duchessa e i loro amici. Horner fa colazione con Zach e la Duchessa, poi escono, ammirano la città, i suoi palazzi, le persone. Le  passeggiate sono l’occasione per gustare mandorle, pesche, pere e anche un panino con del vino. Per quanto attiene alla loro attività, invece da Zach sappiamo che insieme meditano sul loro lavoro alla mattina, nel pomeriggio, a mezzogiorno, quando sono seduti a pranzo, durante lo spuntino e pure mentre sono davanti a una birra. Tornano a casa dove si cambiano di vestito, lavorano nuovamente (calcoli e osservazioni) fino alle cinque del pomeriggio. Finiti i loro compiti si siedono a tavola per cena, fino alle sette. Dopo prendono un caffè, seguito da una limonata e da un punch freddo. Alle nove, nove e mezza vanno a dormire. Horner finisce la lettera contento della sua venuta a Genova “Mi piace la prevedibilità di questa vita senza problemi, mi fa bene. Sono molto contento di essere qui.”

Una frase che compare nel volume del 1822, evidenzia un particolare tecnico dell’attività scientifica del Barone Les distances des lieux, les differences des langues et des nations n’empechent pas la propagation des lumières…“( “Le distanze dei luoghi, le differenze delle lingue e delle nazioni non impediscono la diffusione delle luci […]” ). Zach ebbe la visita a Genova nell’aprile del 1824 di John Herschel5. Dal giugno 1825 la loro vita fu una successione di disastri, persecuzioni e molestie, sopravvissero a questo condividendo dolori e sofferenze, come la perdita l’ultimo figlio della Duchessa.

Fig. 20 – La “Gazzetta di Genova” del 1825

La coppia circondata da fedeli servitori visse come una grande famiglia, tenuta insieme dallo spirito combattivo della Duchessa. La sua salute peggiorò, ora aveva bisogno di un aiuto per passare dal letto al tavolo. La loro casa fu invasa da poliziotti che gli informavano – entrambi erano a letto malati – dell’ordine – rilasciato nel nome  del re Carlo Felice – di lasciare il territorio del Regno di Sardegna entro 5 giorni. Le accuse erano sia religiose che politiche. In una di queste si affermava che secondo Zach,  la morte di Cristo non era stata accompagnata dall’eclisse solare. Ma la più pericolosa era quella dove si accusava Zach di far parte dell’ordine degli Illuminati. Zach ci da una relazione di quello che successe a Palazzo Durazzo. «La nostra storia ogni giorno diventa sempre più incredibile la polizia ha forzato la nostra casa, tanto che una signora genovese che lavora per noi ha avuto un shock e dopo tre giorni è morta. Per lo stress la duchessa ebbe un ictus.» Il duca di Coburg, marito di una nipote della Duchessa si stava interessando a loro. Arrivò in seguito per fortuna, una lettera dove si chiariva che Zach non aveva niente a che fare con gli illuminati.

Zach e il rapporti con i genovesi

Troviamo in una lettera alcune righe, che da sole ci danno una visione del rapporto tra Zach e i genovesi, o meglio dei genovesi con il Barone. «During the eleven years i have spent in Genoa, not a single Genoese person came to visit me in my house, excepting my banker. The Genoese were: two medical practitioners, one watchmaker and a printshop owner, The Abbot Dega and his brother, a merchant, Mr Quartara, our banker. I do not frequent theatres or coffee-houses and do not go to supper-parties, lunches or ballz.» «Durante gli undici anni che ho trascorso a Genova, non un solo genovese è venuto a trovarmi a casa mia, ad eccezione del mio banchiere. I genovesi erano: due medici, un orologiaio e un proprietario di tipografia, l’Abate Dega (ndr Eustachio Degola6) e suo fratello, un commerciante; il signor Quartara7, il nostro banchiere. Non frequento teatri o caffè e non vado alle feste, cene o balli»

Fig. 21 – Franz Xaver von Zach in un dipinto della genovese Rosa Bacigalupo Carrea – 1820

“Vorrei dirtelo con meno parole possibili…”

Zach scrisse all’amico Schiferli «Lei non è più. Nulla è lasciato a me su questa terra. Cosa posso fare con il mio infinito dolore e mia miseria senza limiti? Non cesseranno mai di tormentare me e gli altri. Vorrei dirtelo con meno parole possibili, mantenendole le più brevi possibile, la mia unica insostituibile e indimenticabile benefattrice ha lasciato questa terra il 25 aprile. Lei ci ha lasciato con calma e tranquillità.»

Fig. 22 – La “Gazzetta di Genova” del 1827

Zach con alcuni membri del corpo diplomatico accompagnarono il feretro. Tempo dopo, la nipote Luisa eresse la lapide che ora troviamo a Staglieno, la cui iscrizione fu composta dallo stesso Zach.

Fig. 23 – Luisa, la nipote della Duchessa
La lapide e l'iscrizione sulla tomba della Duchessa Carlotta
Fig. 24 – La lapide e l’iscrizione sulla tomba della Duchessa

Prima della partenza Zach aveva ancora un malinconico compito da eseguire. Doveva prendere gli accordi per il trasloco di quanto presente nella loro casa e dare le disposizioni, come dal testamento della Duchessa, per il futuro degli animali di Carlotta. Zach, sempre secondo le disposizione di Carlotta, ebbe una regolare pensione da parte della nipote della Duchessa. L’undici di settembre per Zach fu sempre un giorno di dolore. Troviamo nella “Gazzetta di Genova” del 20 febbraio 1828 l’ultima notizia dove si parla del domicilio di Zach qui a Genova.

Fig. 25 – La “Gazzetta di Genova” del 1828

In due libri, entrambi editi nel 1840, gli autori ricordano in modo malinconico il barone Zach e il suo osservatorio, il Canobbio in particolare individua nella mala ventura la perdita di entrambi.

Nel salire dall’Acquasola agli Armeni, […] – Pochi passi più in alto, pure dentro una villa, è il palazzo Durazzo, che sarà sempre celebre nella storia astronomica, per esservi soggiornato più anni il barone de Zach, che vi faceva le sue osservazioni, e vi scriveva la Correspondance astronomique, che s’imprimeva in Genova. (Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli Sati di S.M. il re di Sardegna)

“Fuvvi per alcuni anni quel celebre Barone di Zach, che avevane eretto uno per suo uso nel palazzo Durazzo, presso S. Bartolomeo degli Armeni, e forse sarebbevi restato per la munificenza di quel personaggio, e se la nostra mala ventura non ne avesse fatto perdere questo, e quel doto astronomo innanzi il tempo: e così nulla restò a ricordarci la sua dimora fra noi, fuori quella mensuale sua Correspondance Astronomique, che qui pubblicava.”  (Topografia fisica della città e dei contorni di Genova, 1840, Genova).

  1. Labun, Si tratta dell’Arcitesoriere dell’Impero francese Charles-François Lebrun, che commissionò all’ingegnere Defougères il progetto di un osservatorio nel giardino sovrastante il palazzo universitario
  2. Daniel Lescalier (1743 –1822) barone dell’Impero, fu prefetto marittimo a Genova
  3. Wilhelm Peter Eduard Simon Rüppell (1794–1884) è stato un naturalista, zoologo ed esploratore tedesco. Alcune specie animali portano il suo nome: la Silvia di Rüppell, il Pappagallo di Rüppell, la Volpe di Rüppell e l’avvoltoio di Rüppell
  4. Johann Kaspar Horner (1774-1834) astronomo svizzero
  5. John Herschel (1792-1844) astronomo, conosciuto anche per gli importanti contributi al miglioramento dei procedimenti fotografici di quel periodo. Herschel inoltre coniò i termini fotografia, negativo e positivo.
  6. Eustachio Degola (1761–1823) scrittore e presbitero, importante figura del giansenismo italiano.
  7. Giovanni Carlo Quartara (1761-1871) negoziante e banchiere, console della Ragione nel 1784, poi conservatore del Mare all’epoca dell’antica Repubblica; deputato ai Corpi Legislativi a Parigi, cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore; durante il governo provvisorio ministro degli Interni e poi delle finanze, nominato senatore da lord Bentinck; decurione per la 2° classe e quattro volte sindaco di Genova per detta classe, membro d’onore dell’Accademia di Belle Arti.

Bibliografia

Balestrieri, Riccardo Un progetto per la storia dell’astronomia <http://www.brera.unimi.it/sisfa/atti/1996/balestrieri.html>; in rete il 27 aprile 2017.

Canobbio, Giambattista Topografia fisica della città e dei contorni di Genova, 1840, Genova.

Casalis, Goffredo Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli Sati di S.M. il re di Sardegna, Volume 7, 1840 , Torino.

Crowninshield, George 1913 The Story of George Crowninshield’s Yacht, Cleopatra’s Barge: On a Voyage of Pleasure to the Western Islands and the Mediterranean, 1816-1817, Boston.

Fara, Amelio 1986 La carta di Ignazio Porro, Roma, Stato Maggiore dell’Esercito.

Vargha, Magda 2005 Franz Xaver von Zach (1754-1832) His life and Times, Budapest.

L’Osservatorio meteorologico dell’Università di Genova <http://uranialigustica.altervista.org/oss_meteo/osservatorio.htm>; in rete il 27 aprile 2017.

The Correspondence of William Henry Fox Talbot <http://foxtalbot.dmu.ac.uk/>; in rete il 27 aprile 2017.

La Gazzetta di Genova – anni 1808 – 1828.