C’era una volta Dickens a Genova

Nella chiesa Anglicana di Genova, una interessante conferenza di Matteo Frulio su Charles Dickens presentata dalla signora Flora Capostagno.

Una analisi attenta sul perché venne in Italia e soprattutto perché scelse Genova, città scelta come base per visitare altre città della penisola e per poi ritornarci, prima nella casa di via S. Nazaro in Albaro e poi in Villa delle Peschiere  (1844-1845).

Una particolare atmosfera è quella che si respirava ieri pomeriggio, all’ora del te, nella chiesa di piazza Marsala. Sicuramente particolare per Matteo e per me, che grazie alla comune passione per Dickens ci ha fatto incontrare e diventare amici. Complici di questa atmosfera tra le tante cose la targa marmorea  di Augusta De la Rue – amica e paziente dello scrittore – affissa su di una parete della chiesa, i fantasmi del Diurno – il teatro dove Dickens assistette ad alcuni spettacoli – e della villa del marchese Giancarlo Di Negro, che Charles rispettava ma non sopportava, due edifici che una volta si trovavano a poche centinaia di metri da noi.

Complice anche la lettura – rigorosamente in lingua inglese – di alcuni brani tratti dal libro “Pictures in Italy” nella sua prima edizione (1845/1846). I presenti, tra cui la signora Console Denise Dardani,  hanno potuto ascoltare, parola dopo parola, dal cappellano Revd Canon Tony Dickinson, quello che Charles Dickens fissò con l’inchiostro come fossero delle istantanee. In definitiva una Genova vista con i suoi occhi.

Il cappellano Revd Canon Tony Dickinson
La signora Console Denise Dardani

Sono state anticipate alcune “chicche” sul periodo trascorso dallo scrittore inglese a Genova, un preludio, speriamo, su una futura e più interessante conferenza alla riscoperta dei luoghi, dei suoi amici e dei genovesi della Genova nella prima metà dell’Ottocento.

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